{"id":61546,"date":"2022-06-04T16:48:44","date_gmt":"2022-06-04T16:48:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/blog\/"},"modified":"2022-06-13T12:20:27","modified_gmt":"2022-06-13T12:20:27","slug":"pilastri-della-prevenzione-degli-infortuni-sportivi-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/blog\/pilastri-della-prevenzione-degli-infortuni-sportivi-parte-1\/","title":{"rendered":"Pilastri della prevenzione degli infortuni sportivi \u2013 Parte 1"},"content":{"rendered":"<p class=\"text\">Negli ultimi due decenni la prevenzione degli infortuni sportivi \u00e8 diventata giustamente un argomento caldo! Gli atleti professionisti multimilionari sono troppo importanti per le prestazioni e gli introiti di una squadra per essere rimanere a bordo campo a causa degli infortuni. I metodi che abbiamo utilizzato per prevenire gli infortuni nello sport sono vasti e complessi, e vanno dall&#8217;attivazione del Core allo screening del movimento funzionale, allo stretching, al monitoraggio della variabilit\u00e0 della frequenza cardiaca, agli esami del sangue e cos\u00ec via.<\/p>\n<p class=\"text\">Sfortunatamente, gran parte di ci\u00f2 che viene enfatizzato nella prevenzione degli infortuni sportivi manca di molte prove a sostegno della sua efficacia. Inoltre, gli infortuni sportivi sono spesso cos\u00ec complessi e multifattoriali che non c&#8217;\u00e8 modo di identificare una singola &#8220;causa ed effetto&#8221; con queste condizioni.<\/p>\n<p class=\"text\">In questa serie divisa in due parti illustrer\u00f2 i sei pilastri principali della riduzione degli infortuni sportivi e degli infortuni durante l&#8217;allenamento con i pesi. Questi hanno diverso grado di importanza in base all&#8217;individuo, allo sport e ai tipi di lesioni che stiamo cercando di prevenire.<\/p>\n<p class=\"text\">Ma prima, se desideri approfondire la prevenzione degli infortuni, assicurati di dare un&#8217;occhiata a questa fantastica Masterclass del Dott. Travis Pollen sulla <a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/masterclass\/prevenzione-degli-infortuni-dalla-teoria-alla-pratica\/\">Prevenzione degli infortuni: dalla teoria alla pratica<\/a> .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"aligncentre\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/iStock-933003688-scaled-e1612663539401.jpg\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/iStock-933003688-scaled-e1612663539401.jpg\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"aligncentre\">I molteplici pilastri che vedete in questa foto sono simbolici dei molti fattori coinvolti nella causa e nella prevenzione degli infortuni sportivi. Alcuni fattori come la genetica, l&#8217;anatomia, le lesioni precedenti e la natura degli sport di contatto non verranno affrontate qui, ma questo articolo si concentrer\u00e0 sui fattori modificabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Pilastro 1: Gestione del carico di lavoro<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Circa il 70-80% delle lesioni senza contatto che vedo sono il risultato di una cattiva gestione del carico di lavoro. Il termine &#8220;lesione da sovraccarico&#8221; \u00e8 comunemente usato, ma una scelta migliore sarebbe l\u2019uso di &#8220;errore di volume di allenamento&#8221; (complimenti a Geoff Girvitz, allenatore di Bang Fitness, per il termine).<\/p>\n<p class=\"text\">La lesione da sovraccarico implica che la cura sia il riposo. Molti atleti si alleneranno, subiranno un infortunio, riposeranno e\/o si riabiliteranno, torneranno ad allenarsi senza modificare il volume di allenamento, si infortuneranno nuovamente e seguiranno lo stesso ciclo. Al contrario, l&#8217;errore nel carico di lavoro dell&#8217;allenamento implica che la correzione del carico sia il modo per risolvere il problema.<\/p>\n<p class=\"text\">La gestione del carico di lavoro \u00e8 diventata un tema molto dibattuto nel corso dell&#8217;ultimo decennio, in gran parte grazie alla ricerca di Tim Gabbett (1). Sebbene possiamo discutere della validit\u00e0 esterna dell&#8217;Acute:Chronic Workload Ratio (ACWR), credo che nessuno possa contestare l&#8217;idea di aumentare metodicamente il volume di allenamento.<\/p>\n<p class=\"text\">Esistono milioni di modi diversi per monitorare i volumi. Per gli scopi di questo articolo e per le persone che non hanno accesso a tutte le tecnologie pi\u00f9 sofisticate, mi atterr\u00f2 alla semplicit\u00e0:<\/p>\n<p class=\"text\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Corsa<\/span> \u2013 Per la corsa mi piace semplicemente tenere traccia del volume settimanale totale in termini di distanza o tempo.<\/p>\n<p class=\"text\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Sprint<\/span> \u2013 Il monitoraggio della distanza settimanale funziona bene anche per lo sprint, ma non tiene conto della frequenza degli sprint e della distanza per ogni sprint. Quattro sprint da 25 m rispetto a 10 sprint da 10 m rappresentano due entit\u00e0 completamente diverse in termini di tecnica, forze di accelerazione e decelerazione e considerazioni di programmazione. Quindi, in quanto tale, mi piace monitorare anche la frequenza degli sprint e la distanza per ogni sprint.<\/p>\n<p class=\"text\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Pesi<\/span> \u2013 Il metodo pi\u00f9 popolare \u00e8 il tonnellaggio (serie x ripetizioni x peso). Mi piace guardare a questo, cos\u00ec come al numero di serie settimanali eseguite sui movimenti principali (squat, panca, stacco da terra, snatch, clean &amp; jerk \u2013 a seconda dello sport) e sugli esercizi assistiti. Mentre alle persone piace fissarsi sul volume massimo recuperabile (MRV), questo \u00e8 molto specifico per l&#8217;esercizio. Fare 10 serie di stacchi rumeni monopodalici con un manubrio da 14-18 kg \u00e8 diverso dall\u2019eseguire 10 serie di mezzi stacchi (rack pull) con 160-180 kg.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"text\">La prossima domanda \u00e8: come faccio a progredire nel volume?<\/p>\n<p class=\"text\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Corsa<\/span> \u2013 Mi piace attenermi alla regola del 10% come linea guida generale. Ci\u00f2 significa che se corri 10 km questa settimana, non dovresti provare a correre pi\u00f9 di 11 km la prossima settimana. Questa \u00e8 una raccomandazione molto generale e alcuni atleti, in particolare quelli di alto livello o con infortuni ricorrenti, potrebbero aver bisogno di progredire pi\u00f9 lentamente; mentre le persone con bassi volumi di corsa settimanali potrebbero essere in grado di progredire un po&#8217; pi\u00f9 velocemente del 10% a settimana (ad esempio, se stai correndo solo 5 km a settimana, andare a 5,5 km \u00e8 un salto molto piccolo).<\/p>\n<p class=\"text\">Nota a margine: ho sentito parlare di corridori che tollerano livelli di volume folli. Il modo in cui hanno costruito correttamente il loro volume, hanno partecipato ad un programma di allenamento della forza adeguato e hanno gestito i fattori psicosociali e il recupero sono stati probabilmente tutti i principali fattori che hanno contribuito al loro successo.<\/p>\n<p class=\"aligncentre\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/iStock-950019508.png\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/iStock-950019508.png\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"text\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Sprint<\/span> \u2013 Stessa regola della corsa \u2013 purch\u00e9 la velocit\u00e0 e la qualit\u00e0 della tecnica dello sprint non diminuiscano di conseguenza. Qualit\u00e0 pi\u00f9 che quantit\u00e0. Preferirei mantenere lo stesso volume di scatto, o aumentarlo ad un ritmo ancora pi\u00f9 lento, per garantire tecnica e velocit\u00e0 adeguate.<\/p>\n<p class=\"text\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Pesi<\/span> \u2013 qui uso due diverse opzioni:<\/p>\n<p class=\"text\">1) Se si tratta di qualcuno che sta uscendo da un infortunio o da un periodo di stop ed \u00e8 in grado di allenarsi di nuovo senza dolore, ti consiglio di basare il tuo allenamento sui movimenti principali della Tabella di Prilepin, di cui ho scritto in questo articolo (2) .<\/p>\n<p class=\"text\">2) Se si tratta di un soggetto ben allenato e che non diventer\u00e0 forte velocemente, preferisco aumentare le serie settimanali eseguite non pi\u00f9 del 10% a settimana. Quando si aumentano le serie, potrebbe essere necessario diminuire inizialmente anche il peso utilizzato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Pilastro 2: Fattori psicosociali<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">I fattori psicosociali sono diventati un argomento caldo con l&#8217;aumento della popolarit\u00e0 della scienza del dolore e del modello biopsicosociale del dolore e della malattia. La ricerca ha dimostrato che i fattori psicosociali possono rappresentare un importante fattore di rischio per le lesioni sportive (3).<\/p>\n<p class=\"text\">Ma quali sono i fattori psicosociali? I fattori psicosociali possono includere varie condizioni psicologiche come ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico, nonch\u00e9 fattori sociali come uno stato socioeconomico di povert\u00e0, una scarsa istruzione ed un supporto familiare scadente (o eccessivo).<\/p>\n<p class=\"text\">Anche questi possono variare in base all&#8217;atleta. Ad un estremo ci sono atleti che sono molto di tipo A, competitivi, che spingono forte e corrono rischi. All&#8217;altro estremo ci sono atleti con alti livelli di depressione e basso umore in generale.<\/p>\n<p class=\"text\">\u00c8 importante discuterne ed esserne consapevoli come allenatore poich\u00e9 gli atleti, in particolare i pi\u00f9 giovani, sono attualmente pi\u00f9 che mai sotto pressione grazie ai social media. I bambini vengono trasformati in star di YouTube prima ancora che possano leggere e scrivere.<\/p>\n<p class=\"text\">I fattori psicosociali possono essere misurati da questionari come il GAD-7 (per l&#8217;ansia) (4) e il PHQ-9 (per la depressione e le potenziali idee suicide) (5). Tuttavia, secondo la mia esperienza, atleti e pazienti non sono sempre aperti su questi problemi, specialmente nei confronti di un potenziale estraneo con cui potrebbero non aver mai lavorato prima.<\/p>\n<p class=\"text\">\u00c8 importante non escludere mai al 100% questi fattori e costruire un rapporto con i tuoi atleti in modo che si sentano a proprio agio nell&#8217;aprirsi sulla loro salute mentale. Quando guardo allenatori come Travis Mash o come Joe DeFranco, non sono solo allenatori, sono amici dei loro atleti. Non dimenticare mai l&#8217;importanza del rapporto allenatore-atleta.<\/p>\n<p class=\"text\">Ora, \u00e8 probabile che se state leggendo questo articolo non siate uno psicologo, uno psichiatra o uno psicoterapeuta (e se lo siete, grazie per aver letto). Se avete un atleta di cui siete preoccupati, dovete rivolgervi ai professionisti appropriati. Educare i pazienti su cos\u2019\u00e8 il dolore rispetto al danno, sull&#8217;educazione alla scienza del dolore (se interessati e se applicabile) e a reintegrarsi nell&#8217;attivit\u00e0 rientra tutto nel nostro scopo\u2026. ma curare il disturbo da stress post-traumatico o il dolore di qualcuno che ha perso il figlio non lo \u00e8. Nei nostri sforzi per gestire i fattori psicosociali \u00e8 importante conoscere la differenza tra queste cose.<\/p>\n<p class=\"text\">In questo articolo abbiamo trattato i primi due pilastri chiave della prevenzione degli infortuni sportivi. Nella seconda parte di questa serie tratteremo gli altri quattro. Restate sintonizzati e grazie per la lettura!<\/p>\n<p class=\"text\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi due decenni la prevenzione degli infortuni sportivi \u00e8 diventata giustamente un argomento caldo! 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