{"id":61757,"date":"2022-08-19T08:24:05","date_gmt":"2022-08-19T08:24:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/blog\/"},"modified":"2022-08-19T09:02:41","modified_gmt":"2022-08-19T09:02:41","slug":"modificazione-del-range-di-movimento-in-riabilitazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/blog\/modificazione-del-range-di-movimento-in-riabilitazione\/","title":{"rendered":"Modificazione del range di movimento in riabilitazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"text\">Esistono numerose variabili in riabilitazione che possono essere modificate con l\u2019obiettivo di ottenere adeguati livelli di stress nel paziente\/atleta in fase di recupero. Nella mia Masterclass sul <a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/masterclass\/ragionamento-clinico-in-riabilitazione\/\">Ragionamento Clinico in Riabilitazione<\/a> spendo un modulo nel parlare di molte di queste variabili nel dettaglio come ad esempio le varie tipologie di contrazione, stabilit\u00e0, piani di movimento ed utili spunti di riflessione.<\/p>\n<p class=\"text\">In questo blog volevo discutere un\u2019altra variabile \u2013 il range di movimento. Come anche le altre variabili il range di movimento \u00e8 interconnesso con molte di queste e noi, in presenza di un infortunio, possiamo modificarlo, progredirlo o regredirlo in base alla situazione presente.<\/p>\n<p class=\"aligncentre\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/Picture1-1.png\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/Picture1-1.png\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"aligncentre\">Preso dalla mia Masterclass sul Ragionamento Clinico in Riabilitazione<\/p>\n<p class=\"text\">Il range di movimento \u00e8 un attributo fisico che valutiamo in caso di un infortunio acuto, per dare il via libera nel ritorno allo sport e come misura oggettiva per ogni fase che va dall\u2019 infortunio alla risoluzione completa. Il range di movimento inoltre lo esaminiamo per monitorare lo stato dell\u2019articolazione e\/o per valutare possibili limitazioni e diminuire quindi il rischio di infortunio. Si tratta di un aspetto che deve essere considerato ogni volta che si prescrivono esercizi, sia in progressione che in regressione. Per questi motivi, esaminiamo un po&#8217; pi\u00f9 in dettaglio come e perch\u00e9 il &#8220;range&#8221; \u00e8 cos\u00ec importante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Curva lunghezza &#8211; tensione<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Un fattore contributivo al range di movimento \u00e8 la lunghezza muscolare e per comprendere come possiamo influenzarla abbiamo la \u201cCurva Lunghezza-Tensione. Sulla curva abbiamo tre zone chiave e cio\u00e8 l\u2019inner range, la lunghezza a riposo e l\u2019outer range.<\/p>\n<p class=\"aligncentre\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/Length-tension-curve-of-a-single-muscle-fiber-e1660896248952.png\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/Length-tension-curve-of-a-single-muscle-fiber-e1660896248952.png\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"text\">Consideriamo l\u2019interazione tra filamenti sottili e quelli invece pi\u00f9 spessi all\u2019interno di un sarcomero. In particolare i ponti trasversali di miosina con l\u2019actina. Con il sarcomero nel suo massimo inner range i ponti trasversali sono pienemante formati e dunque lo spazio per la contrazione \u00e8 minimo se non nullo. In questo range non andremo a produrre alcuna forza o al massimo un crampo.<\/p>\n<p class=\"text\">In alternativa, all&#8217;altra estremit\u00e0 della curva abbiamo l&#8217;outer range, questo potrebbe essere il punto in cui abbiamo una o due teste di miosina che formano ponti trasversali, ma il sarcomero sar\u00e0 ampiamente inefficiente poich\u00e9 ha una lunga strada da fare per creare una contrazione e produrre una qualsiasi forza reale. Quando andiamo oltre il punto in cui pu\u00f2 verificarsi una contrazione attiva significativa, abbiamo aumentato la tensione passiva del muscolo.<\/p>\n<p class=\"text\">Un buon esempio di questo fatto \u00e8 l&#8217;uso della contrazione PNF, in cui otteniamo una piccola contrazione prima di tentare di modificare la lunghezza passiva di un muscolo. Dovremmo essere consapevoli che in questi range le persone sono pi\u00f9 deboli per questo motivo: semplicemente non possono produrre la stessa forza a causa della lunghezza muscolare presente.<\/p>\n<p class=\"aligncentre\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/How-passive-force-can-inhibit-active-force-at-greater-lengths-e1660896495730.png\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/How-passive-force-can-inhibit-active-force-at-greater-lengths-e1660896495730.png\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"text\">Il mid range \u00e8 la zona in cui siamo pi\u00f9 efficienti, grazie a un buon numero di formazioni di ponti trasversali ma con spazio sufficiente per la contrazione (concentrico) o l\u2019allungamento (eccentrico). Il corpo \u00e8 molto intelligente: la nostra lunghezza di riposo dei sarcomeri \u00e8 in questa posizione intermedia, quindi possiamo tendere un muscolo in modo rapido ed efficace. Da un punto di vista riabilitativo, se stiamo cercando di aumentare la lunghezza del muscolo\/sarcomero, dobbiamo assicurarci di rendere forti le persone anche in questi range.<\/p>\n<p class=\"text\">Diamo un&#8217;occhiata ad un esempio che pu\u00f2 aiutarci in questo contesto<\/p>\n<p class=\"text\">Il bicipite femorale ha la sua massima contrazione volontaria in flessione, lavorando come agonista, a 0 e 45 gradi. Esso \u00e8 pi\u00f9 debole a 90 gradi (1); ricordi cosa abbiamo detto riguardo l\u2019inner range ed i sarcomeri che non hanno nessun altro posto dove andare per la loro contrazione? La lunghezza di riposo dei fascicoli \u00e8 di 40 gradi, quindi la struttura \u00e8 pi\u00f9 efficiente per una massima contrazione in questo intervallo. Non essere confuso, la lunghezza a riposo dei fascicoli non \u00e8 sempre in una posizione articolare di neutro: \u00e8 il punto in cui il corpo pensa &#8220;\u00e8 qui che devo essere forte, rapidamente&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Spazio articolare<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Il range di movimento non \u00e8 influenzato solo dalle strutture attive, ma \u00e8 anche fortemente influenzato da strutture passive come osso, legamento e capsula articolare. Un buon esempio \u00e8 l&#8217;anca: una mobile articolazione ball &amp; socket dove il range di movimento dipende dalla versione femorale (ante o retro), dall&#8217;angolo della testa del femore (angolo alfa), dalla copertura dell&#8217;acetabolo (superficiale o profonda) e dalla presenza o meno di una deformit\u00e0 cam (eccessivo arrotondamento della testa del femore) (2). In definitiva, una diminuzione dell&#8217;antiversione femorale, una maggiore copertura acetabolare e una lesione cam diminuiranno significativamente il raggio di rotazione interna dell&#8217;anca (2).<\/p>\n<p class=\"text\">Questi aspetti non sono influenzabili da noi che siamo clinici e non chirurghi, ma conoscerli potrebbe far risparmiare tempo a noi ed all\u2019atleta un notevole disagio evitando di \u201cmartellarlo\u201d continuamente con lavori sulla rotazione interna con guadagni molto piccoli. In questi casi invece lavorare sulla mobilit\u00e0 generale dell&#8217;anca (flessione dell\u2019anca, tilt pelvico, rotazione esterna dell\u2019anca) potrebbe essere pi\u00f9 vantaggioso.<\/p>\n<p class=\"aligncentre\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/iStock-1285810898-scaled-e1620635833253.jpg\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/08\/iStock-1285810898-scaled-e1620635833253.jpg\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"text\">Come per tutte le patologie MSK, la presenza di infortuni precedenti \u00e8 il pi\u00f9 grande fattore predittivo di lesioni e dolore. Uno studio di Tak sugli infortuni all&#8217;anca nel calcio ha dimostrato che il ritorno allo sport dopo un infortunio con un range dell&#8217;anca ridotto aumenta significativamente la possibilit\u00e0 di problemi futuri (3). Questo studio ha scoperto che ci\u00f2 era indipendente dalla presenza o meno di una deformit\u00e0 cam, suggerendo che la morfologia \u00e8 una cosa ma il ripristino del range ove possibile rientra nelle nostre capacit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"text\">Collegando insieme lo spazio articolare e la lunghezza muscolare, dobbiamo considerare quando la patologia influisce sulla stabilit\u00e0 rispetto alla rigidit\u00e0. Nel 2015, ho scritto un pezzo riflessivo esplorando la gestione a met\u00e0 stagione di una lesione del labbro acetabolare dell&#8217;anca (4). Questo \u00e8 un ottimo esempio di compensazione del corpo in cui una aumentata traslazione dell&#8217;articolazione femoro-acetabolare comporta rigidit\u00e0 e fissazione da parte della muscolatura circostante (5,6). Tipicamente, adduttori e ileopsoas cercheranno di aumentare la congruenza nell&#8217;articolazione e quindi si presenteranno come &#8220;tesi&#8221; e con range ridotto. L&#8217;idea sbagliata qui \u00e8 che siano &#8220;troppo forti&#8221;, quando in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 probabile che forniscano stabilit\u00e0 in assenza di controllo da qualche altra parte.<\/p>\n<p class=\"text\">Considera le esigenze dello sport. Non cadere nella trappola di lavorare attraverso quelli che io chiamerei i range di azione della persona&#8221;- vera flessione, estensione, abduzione e adduzione anatomiche. Guarda l&#8217;allenamento e le competizioni in quasi tutti gli sport e vedrai raramente movimenti sagittali o coronali isolati. I movimenti tendono ad essere combinazioni accompagnate da movimenti trasversali del corpo rispetto all&#8217;arto. Assicurati che questo sia replicato nella tua riabilitazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Piani di movimento<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Sia che tu lo consideri un piano di movimento oppure un range di movimento, dovresti iniziare con la contrazione in posizione neutra in caso di lesioni acute. Ci\u00f2 ti consente di progredire attraverso piani non interessati e poi successivamente a piani interessati dall\u2019infortunio prima di aumentare la complessit\u00e0 del movimento attraverso esercizi multiplanari.<\/p>\n<p class=\"text\">Prendiamo come esempio una lesione degli ischiocrurali ed introduciamo un concetto, che io definisco &#8220;controplanare&#8221;.<br \/>\nSe sappiamo in quale piano di movimento \u00e8 stato lesionato un tessuto, in genere per i muscoli posteriori della coscia dovrebbe essere uno sprint o un allungamento nel piano sagittale, gli esercizi controplanari potrebbero essere impiegati all&#8217;inizio per far lavorare sinergicamente i muscoli posteriori della coscia. Ad esempio, un ponte adduttori, un&#8217;abduzione d&#8217;anca oppure l\u2019esercizio qui sotto: equilibrio su una gamba con rotazione della parte superiore del corpo.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cx_L1cWIf7A\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p class=\"text\">In questo esercizio gli ischiocrurali lavorano ad un basso livello per controllare il femore con bacino e ginocchio fissati, lavorando contro la rotazione trasversale che si verifica nel tronco ma non allungandosi sul piano sagittale. Pertanto, gli esercizi controplanari possono offrire una buona opportunit\u00e0 per caricare in modo ottimale nelle prime fasi riabilitative.<\/p>\n<p class=\"text\">L&#8217;esercizio di equilibrio ad una gamba rappresenta un buon esempio di progressione sul piano trasversale. Esso offre stabilit\u00e0 sul piano sagittale all&#8217;arto inferiore e mobilit\u00e0 attraverso il piano trasversale al tronco. Definiamo questo esempio \u201cdissociazione\u201d ed esso \u00e8 piuttosto complesso da eseguire, ma il processo \u00e8 ciclico. Si lavora sulla stabilit\u00e0 e successivamente sul range attraverso movimenti controllati.<\/p>\n<p class=\"text\">Nella mia Masterclass sul <a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/masterclass\/ragionamento-clinico-in-riabilitazione\/\">Ragionamento Clinico in Riabilitazione<\/a> fornisco altri esempi di questo approccio a pi\u00f9 piani di movimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Conclusioni<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">In questo blog abbiamo esaminato diversi aspetti, dall&#8217;inner all\u2019outer range, prendendo in considerazione gli infortuni acuti ed i requisiti fondamentali per il ritorno allo sport. Si spera che la discussione ti abbia fornito utili spunti di riflessione su come applicare le informazioni presentate a diversi tipi di infortuni attraverso adeguati approcci riabilitativi. Queste informazioni non vogliono essere line guida rigide e, essendo sempre aperto a nuove idee e concetti, sentiti libero di condividere le tue idee ed interpretazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono numerose variabili in riabilitazione che possono essere modificate con l\u2019obiettivo di ottenere adeguati livelli di stress nel paziente\/atleta in fase di recupero. 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