{"id":61988,"date":"2022-11-14T09:16:16","date_gmt":"2022-11-14T09:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/blog\/"},"modified":"2022-11-14T09:16:16","modified_gmt":"2022-11-14T09:16:16","slug":"modificare-il-metodo-mckenzie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/blog\/modificare-il-metodo-mckenzie\/","title":{"rendered":"Modificare il Metodo McKenzie"},"content":{"rendered":"<p class=\"text\">Se conoscete la mia filosofia, saprete che sono un grande fan della Diagnosi e Terapia Meccanica (MDT), anche nota come metodo McKenzie. Si tratta di un metodo fisioterapico molto popolare, che si colloca al secondo posto dopo il metodo Maitland in termini di numero di ricerche condotte su di esso (1).<\/p>\n<p class=\"text\">Durante uno dei miei tirocini clinici ho lavorato con diversi terapisti rigorosi che applicano il McKenzie, tra cui Richard Rosedale, che insegna in molti corsi; ho anche frequentato alcuni corsi (non tutti, a causa del Covid, cancellazioni di corsi ed altre motivazioni) e continuo a leggere la letteratura e i casi di studio sul metodo. Ho avuto (aneddoticamente) molto successo con la MDT con molti pazienti, ma ho anche imparato alcune lezioni utili (alcune delle quali sono state scritte in uno dei miei articoli pi\u00f9 popolari (2)) e ho apportato alcune modifiche che vorrei condividere con voi in questo blog. A titolo informativo, questo articolo \u00e8 di natura prevalentemente aneddotica ed \u00e8 un&#8217;estensione di un articolo che ho scritto qualche anno fa (3).<\/p>\n<p class=\"text\">Come nota a margine, questo articolo presuppone che abbiate una conoscenza di base del MDT. In caso contrario, vi consiglio di seguire almeno i corsi preliminari gratuiti online e di leggere tutti i libri, le ricerche e i casi di studio possibili per avere almeno un&#8217;idea di base del funzionamento del metodo. Purtroppo molti fisioterapisti comprendono solo la versione &#8220;approssimativa&#8221; del MDT e non l&#8217;intero metodo. Si tratta di un metodo di valutazione e di ragionamento clinico, non di un insieme generico di esercizi.<\/p>\n<p class=\"aligncentre\" style=\"padding-bottom: 18px; padding-top: 18px;\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/iStock-1036550468-scaled-e1628579605904.jpg\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/iStock-1036550468-scaled-e1628579605904.jpg\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"text\">I principali modi in cui ho modificato il metodo McKenzie per ottenere risultati migliori con i miei pazienti sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>1 &#8211; Essere selettivo nell&#8217;uso dei test di movimento ripetuto con i pazienti<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Se avete letto i libri di McKenzie, saprete che il MDT \u00e8 controindicato nelle condizioni di dolore infiammatorio (cio\u00e8 un dolore acuto da meno di una o due settimane o un dolore costante che si aggrava con qualsiasi movimento).<\/p>\n<p class=\"text\">Sono anche titubante nell&#8217;utilizzarla con i pazienti che hanno un dolore costante e diffuso, pesanti fattori psicosociali e dolore praticamente dappertutto durante l&#8217;esame di base. La MDT ha una classificazione &#8220;cronica&#8221; per i pazienti che rientrano in questa categoria. Se sono sicuro al 99% che rientreranno in questa categoria, perch\u00e9 rischiare che il paziente abbia una riacutizzazione e eviti di ritornare?<\/p>\n<p class=\"text\">Detto questo, la MDT pu\u00f2 ancora essere utilizzata con persone con dolore persistente. Io inizio solo con pi\u00f9 delicatezza e spesso (soprattutto per i dolori vertebrali) inizio prima con il posizionamento statico e poi (se il posizionamento non funziona e non esacerba i sintomi) faccio dei test di movimento ripetuti a bassissime ripetizioni (serie da 5 per iniziare). Questo mi aiuta a valutare se vale la pena di effettuare ulteriori test del metodo MDT o verificare se semplicemente non produrranno l&#8217;effetto desiderato.<\/p>\n<h4><strong>2 &#8211; Essere selettivi nella quantit\u00e0 di test di movimento ripetuto da utilizzare in una sessione<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Due degli svantaggi del metodo McKenzie sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Pu\u00f2 essere facile riacutizzare i pazienti con un sacco di test.<\/li>\n<li>Se non si trova una preferenza direzionale, si pu\u00f2 sembrare incompetenti e far s\u00ec che il paziente abbia meno fiducia in noi e\/o in s\u00e9 stesso.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"text\">Se si tratta di un paziente con il quale temo una riacutizzazione durante una valutazione, spesso mi limito a testare 1-3 direzioni (al massimo). Se non rispondono bene a nessuna di esse, chiudo il discorso e cerco di fare altri test nella sessione successiva. Di seguito sono riportate le mie direzioni preferite (e meno preferite) per i test di movimento ripetuto&#8230;<\/p>\n<p class=\"aligncentre\" style=\"padding-bottom: 18px; padding-top: 18px;\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/11\/Eric-Bowman-Table-e1668416782324.png\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/11\/Eric-Bowman-Table-e1668416782324.png\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<p class=\"text\">Inoltre, se un paziente non ha una preferenza direzionale, \u00e8 fondamentale rassicurarlo sul fatto che la situazione pu\u00f2 comunque migliorare anche senza una preferenza direzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>3 &#8211; Modificare le tipologie, i volumi e le frequenze, a seconda delle necessit\u00e0, per aiutare l&#8217;aderenza<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Quando si tratta di esercizi per il dolore, l\u2019aspetto da considerare (oltre alla tolleranza) \u00e8 l&#8217;aderenza. I migliori esercizi del mondo non servono a nulla se i pazienti non riescono ad eseguirli. Per questo motivo, tendo a evitare gli esercizi che richiedono di sdraiarsi, a meno che i pazienti non si trovino in una situazione lavorativa in cui possono sdraiarsi per eseguire i movimenti ripetuti pi\u00f9 volte nel corso della giornata. Quasi tutti gli esercizi di movimento ripetuto che propongo possono essere eseguiti da seduti e\/o in piedi.<\/p>\n<p class=\"text\">Anche il volume per ogni serie \u00e8 importante, poich\u00e9 alcuni pazienti, in particolare quelli molto decondizionati, possono stancarsi facendo delle serie da 10 durante la giornata. In queste situazioni posso fargli fare serie da 5 o addirittura dargli una &#8220;quota di ripetizioni&#8221; per la giornata (ad esempio 30-40 ripetizioni al giorno) che possono distribuire come meglio credono.<\/p>\n<p class=\"text\">Infine, anche la frequenza \u00e8 un fattore importante. Mentre gli esercizi di movimento ripetuto devono spesso essere eseguiti per 10 ripetizioni ogni 2 ore, a me piace iniziare in modo pi\u00f9 blando (cio\u00e8 10 ripetizioni, 3-4 volte al giorno distribuite), valutare i progressi e aggiustare il tiro.<\/p>\n<p class=\"text\">A parte questo, se siete interessati a saperne di pi\u00f9 su come prescrivere l&#8217;esercizio per le persone con dolore, date un&#8217;occhiata alla <a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/masterclass\/esercizi-e-dolore\/\">Masterclass di Ben Cormack<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>4 &#8211; Utilizzarlo come parte di un modello globale<\/strong><\/h4>\n<p class=\"text\">Un grande mito sul MDT, spesso condiviso dalle persone meno esperte del metodo, \u00e8 che esso ignori i fattori psicosociali. In realt\u00e0, il metodo prende molto in considerazione i fattori psicosociali (soprattutto nei suoi libri), il che \u00e8 piuttosto sorprendente se si considera che gran parte del materiale \u00e8 stato pubblicato ben prima che il modello biopsicosociale cominciasse a farsi strada nella terapia tradizionale nell&#8217;ultimo decennio.<\/p>\n<p class=\"text\">Detto questo, ci sono altri fattori da considerare, tra cui:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Gestione del carico di lavoro\/modifica dell&#8217;attivit\u00e0:<\/span> Il vostro paziente pu\u00f2 rispondere bene alle estensioni del ginocchio con sovrapressione, ma se corre 20 km a settimana e pu\u00f2 tollerarne solo 10, potreste limitare i vostri progressi. Inoltre, se smette di correre, esegue le estensioni ripetute del ginocchio, abolisce i sintomi e torna a correre per 20 km alla settimana, si rischia di innescare un circolo vizioso. \u00c8 necessaria una progressione adeguata del volume di attivit\u00e0.\n<p class=\"aligncentre\" style=\"padding-bottom: 18px; padding-top: 18px;\"><a href=\"https:\/\/www.physio-network.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/iStock-1134986460-scaled-e1628579747471.jpg\" class=\"js-single-image-lightbox\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.physio-network.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/iStock-1134986460-scaled-e1628579747471.jpg\" alt=\"image\"><\/a><\/p>\n<\/li>\n<li style=\"padding-bottom: 14px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Controllo neuromuscolare:<\/span> \u00c8 un termine elegante per indicare il modo in cui ci si muove. Ho perso il conto di quanti pazienti con mal di schiena non tollerano la flessione, rispondono bene in ambulatorio all&#8217;estensione e il giorno dopo tornano uguali o addirittura peggiorati. Quando chiedo loro quali sono le loro attivit\u00e0 e chiedo loro di dimostrare come le svolgono, si muovono esattamente nel modo che peggiora i sintomi. Per aiutare il cliente a muoversi in modo tale da ridurre i sintomi, possono essere utili un insegnamento (coaching) adeguato, una guida al movimento desiderato e (se necessario) ausili come il taping.<\/li>\n<li style=\"padding-bottom: 14px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Funzione della catena cinetica:<\/span> Anche se concetti come il modello &#8220;Joint by Joint&#8221; e &#8220;interdipendenza regionale&#8221; sono decisamente esagerati, a volte una mancanza di mobilit\u00e0\/forza\/controllo in un&#8217;articolazione pu\u00f2 influenzare il dolore in un&#8217;altra articolazione. L&#8217;esempio pi\u00f9 facile da fare a questo proposito \u00e8 quello di un paziente che soffre di dolore alla schiena e alle gambe con la flessione, che ha le anche e le caviglie rigide e che per flettersi avanti ogni volta deve piegare la schiena. Se da un lato le estensioni ripetute possono centralizzare il dolore alle gambe, dall&#8217;altro, se non si interviene sui deficit di mobilit\u00e0 delle anche e delle caviglie, il cliente potrebbe non essere in grado di permettere alla schiena di desensibilizzarsi completamente e potrebbe continuare a riaggravare il problema e a girarci in tondo.<\/li>\n<li style=\"padding-bottom: 14px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Forza e condizionamento generale:<\/span> Una distorsione di caviglia pu\u00f2 migliorare con ripetute eversioni, ma senza un&#8217;adeguata forza\/stabilit\u00e0 il paziente potrebbe non avere la capacit\u00e0 necessaria per correre e saltare sul campo da calcio.<\/li>\n<li style=\"padding-bottom: 14px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Altri fattori:<\/span> Come il sonno, l&#8217;alimentazione e la gestione del peso corporeo.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"text\">Questo articolo descrive molti modi diversi in cui il metodo McKenzie pu\u00f2 essere applicato in maniera pi\u00f9 efficace, a mio modesto parere. Come sempre, grazie per averlo letto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se conoscete la mia filosofia, saprete che sono un grande fan della Diagnosi e Terapia Meccanica (MDT), anche nota come metodo McKenzie. Si tratta di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8660,"featured_media":61989,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[954],"tags":[],"class_list":["post-61988","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-other"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8660"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61988"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61988\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61991,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61988\/revisions\/61991"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.physio-network.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}