Un Approccio dell’Esperta alla Prescrizione degli Esercizi per i Muscoli Estensori Cervicali

Lettura di 4 min. Postato in Collo
Scritto da Elsie Hibbert info

Sappiamo che l’esercizio terapeutico è un componente chiave nella gestione del dolore cervicale, ma può essere difficile applicarlo in modo efficace, soprattutto nei pazienti con sintomi persistenti.

Il coinvolgimento del paziente è essenziale per ottenere un buon risultato, quindi come fisioterapisti dobbiamo prescrivere gli esercizi giusti, personalizzati sui bisogni e sugli obiettivi individuali, in grado di sfidare il paziente senza aumentare il dolore.

Alterazioni della funzione neuromuscolare possono contribuire alla persistenza dei sintomi, quindi comprendere questi cambiamenti e adattare la prescrizione dell’esercizio può migliorare gli outcome. In questo articolo vediamo come la Fisioterapista Esperta Deborah Falla ragiona clinicamente nella prescrizione degli esercizi di estensione cervicale per ripristinare la coordinazione muscolare e migliorare il recupero.

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Cambiamenti della funzione muscolare nel dolore cervicale

Le persone con dolore cervicale cronico mostrano spesso pattern di coordinazione muscolare alterati rispetto ai soggetti sani.

Ad esempio, lo sternocleidomastoideo (SCOM), normalmente inattivo durante l’estensione cervicale, diventa attivo, mentre lo splenio della testa aumenta l’attività durante la flessione. Questo porta a eccessiva co-contrazione e perdita della normale specificità direzionale dell’attivazione muscolare.

Inoltre, i flessori cervicali profondi mostrano spesso una ridotta attivazione, compensata da un’iperattività dei muscoli superficiali come lo SCOM. Questo altera la qualità del movimento e può contribuire al mantenimento dei sintomi.

Gli studi suggeriscono che queste alterazioni non si risolvono automaticamente con la riduzione del dolore. Se vogliamo migliorare il controllo neuromuscolare, è necessario un esercizio mirato. Senza questo, i pattern disfunzionali possono persistere e favorire recidive.

 

Cosa dice la letteratura sugli esercizi per il dolore cervicale

L’esercizio terapeutico è supportato da solide evidenze per ridurre il dolore cervicale e prevenire le recidive.

Diversi tipi di esercizi risultano efficaci, ma non esiste una chiara superiorità di uno rispetto agli altri. Questo porta alla domanda: è davvero necessario prescrivere i chin tuck?

Deborah sottolinea tre aspetti:

1 – Lo stesso esercizio non produce gli stessi effetti in tutti i pazienti.

2 – Dolore e disabilità non sono gli unici outcome rilevanti: anche funzione neuromuscolare e rischio di recidiva sono importanti.

3 – L’analgesia è importante, ma anche la specificità dell’esercizio per correggere i deficit neuromuscolari.

In sintesi: non tutti i pazienti necessitano esercizi altamente specifici, ma una valutazione della coordinazione muscolare aiuta a identificare chi ne beneficia di più. Questo permette di trattare le cause del problema, non solo i sintomi, migliorando controllo motorio, dolore e rischio di recidiva.

 

Come un esperto prescrive esercizi per il dolore cervicale

Il primo step è una valutazione approfondita per identificare i deficit.

Nel caso degli estensori cervicali, Deborah Falla utilizza la flessione attiva del collo in quadrupedia per valutare coordinazione ed endurance. Questa posizione mette sotto carico gli estensori e fa emergere pattern disfunzionali. Guarda Deborah mentre spiega come valuta la coordinazione dei muscoli estensori del collo in questo video tratto dalla sua Masterclass:

A seguito della valutazione, il programma di esercizi che lei propone rispecchia fedelmente ciò che ha osservato. Gli esercizi sono scelti appositamente per affrontare le problematiche individuate, contribuendo a ripristinare la normale funzionalità muscolare. Guardate come spiega il suo programma di esercizi in questo video tratto dalla sua Masterclass:

La progressione dell’esercizio segue principi ben noti, aumentando gradualmente il livello di difficoltà attraverso la variazione del carico, della postura, della resistenza e della velocità. È importante sottolineare che la progressione mira a riportare i pazienti in posizioni funzionali rilevanti per la loro vita quotidiana, come sedersi e alzarsi in piedi, garantendo il trasferimento alle attività della vita reale.

Questo processo ciclico di valutazione-prescrizione-rivalutazione mantiene la riabilitazione mirata e adeguata alle disabilità del paziente.

 

Conclusione

La gestione del dolore cervicale può essere complessa, ma la prescrizione degli esercizi non deve esserlo.

Valutando la coordinazione muscolare e utilizzando pochi esercizi mirati e progressivi, è possibile migliorare il controllo motorio e ridurre il rischio di recidiva.

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