Conversazioni efficaci sulla gestione del peso: una guida per fisioterapisti
La gestione del peso è da tempo un argomento sensibile nell’ambito sanitario, e la fisioterapia non fa eccezione.
Sappiamo che la composizione corporea può influenzare la salute muscoloscheletrica (MSK), ma affrontare l’argomento con i pazienti non è sempre semplice. È facile preoccuparsi di dire la cosa sbagliata, offendere qualcuno o oltrepassare il proprio ambito di competenza. Eppure, quando viene gestita con attenzione, questa conversazione può risultare inestimabile – migliorando gli esiti, responsabilizzando i pazienti e prevenendo complicazioni a lungo termine. Questo blog descrive quando e come affrontare la gestione del peso nella fisioterapia.
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Quando è appropriato affrontare l’argomento?
Non si può negare che un peso corporeo in eccesso possa aumentare il carico sul sistema muscoloscheletrico. Le evidenze indicano che una Body Mass Index (BMI) più elevata e una maggiore circonferenza vita sono correlati a tassi più alti di osteoartrosi del ginocchio, tendinopatia achillea e persino rottura dei tendini. Inoltre, l’adiposità centrale non riguarda solo la tensione meccanica; essa determina infiammazione e cambiamenti metabolici che rallentano il recupero dei tessuti e peggiorano la percezione del dolore. Guarda Ben che spiega questo concetto nel video qui sotto tratto dalla sua Masterclass:
Ma ecco un punto chiave sollevato da Ben: la composizione corporea ha un’importanza diversa in contesti differenti e non dovremmo trarre conclusioni affrettate basandoci solo sul peso corporeo. Per esempio, affrontare il peso corporeo durante una visita per una distorsione acuta alla caviglia di solito non è pertinente né appropriato. Tuttavia, in condizioni come l’osteoartrosi, problemi cronici ai tendini o durante la riabilitazione post-infortunio, può essere sia giustificato sia clinicamente significativo.
Nei casi come la ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA), la ricerca su popolazioni adolescenti e pediatriche mostra che i cambiamenti nella composizione corporea possono persistere molto tempo dopo l’intervento. Ridotta attività fisica, sport saltati e routine alterate contribuiscono tutti a questo fenomeno. Per i fisioterapisti, ciò significa che la riabilitazione non riguarda solo il ripristino del movimento, ma anche il supporto ai pazienti per tornare a stili di vita sani e attivi che proteggano la salute articolare e metabolica a lungo termine.
Affrontare il peso con un paziente dovrebbe essere sempre giustificato dalla rilevanza clinica rispetto al motivo per cui si presenta. Se non lo è, forzare l’argomento rischia di alienare il paziente e minare la fiducia.
Tuttavia, quando è rilevante, per esempio con l’osteoartrosi, è nostra responsabilità sollevarlo con sensibilità. Il linguaggio che utilizziamo e l’intento che lo accompagna fanno tutta la differenza!
Come affrontarlo?
Una revisione qualitativa delle esperienze dei pazienti riguardo l’obesità e l’assistenza sanitaria fornisce diversi principi guida applicabili alla fisioterapia:
- Non implicare mai che il peso sia l’unico fattore. Le condizioni muscoloscheletriche sono multifattoriali e i pazienti non dovrebbero mai sentirsi ridotti al loro peso.
- Non parlare del peso può comunicare comunque un messaggio. I pazienti potrebbero interpretare il silenzio come evitamento o mancanza di interesse.
- Ottieni il permesso prima di approfondire. Una semplice frase come “Saresti aperto a parlare di come il tuo peso potrebbe influenzare il tuo recupero?” può fare una grande differenza.
- Affronta sempre prima il loro problema principale. Se sono venuti da te per dolore, quello dovrebbe essere il focus iniziale, prima di qualsiasi discussione sullo stile di vita.
- Chiedi prima di dare consigli. Scopri cosa ha funzionato (o non ha funzionato) in precedenza. Il paziente ha mai ricevuto supporto per la gestione del peso? Quali ostacoli ha incontrato?
Seguendo questi principi, evitiamo la trappola del “risolvere” e diventiamo invece partner nel problem solving.
A volte, il ruolo del fisioterapista non è quello di fornire direttamente un piano di gestione del peso, ma di avviare la conversazione, informare ed eventualmente indirizzare, sempre entro i limiti del nostro ambito professionale.
Se decidi che è opportuno discutere del peso, una struttura di lavoro aiuta. Il continuum della gestione del peso offre ai fisioterapisti uno spettro di coinvolgimento. Potresti scegliere di limitarti a riconoscere il collegamento tra peso e dolore, oppure potresti andare oltre aiutando il paziente a fissare obiettivi e a connettersi con un dietista. Ovunque tu ti collochi su quel continuum, stai contribuendo in modo significativo alla salute complessiva del paziente. Guarda Ben spiegare il continuum nel video qui sotto tratto dalla sua Masterclass:
In aggiunta Ben introduce il framework delle Cinque A che offre una roadmap pratica per la comunicazione:
- Ask (Chiedi): ottieni il permesso prima di iniziare la conversazione.
- Assess (Valuta): raccogli misure appropriate (peso, BMI, circonferenza vita) come faresti per altri esiti, solo quando rilevante e con il consenso.
- Advise (Consiglia): fornisci motivazioni chiare e basate sulle evidenze su come migliorare o mantenere il peso supporti il recupero.
- Agree (Accordo): stabilisci obiettivi in collaborazione, che si tratti di un rinvio a un altro professionista, educazione o un semplice piano per aumentare l’attività
- Assist (Assisti): aiuta a rimuovere gli ostacoli, offri follow-up e collega il paziente a ulteriori supporti se necessario.
Questo framework aiuta i clinici a facilitare discussioni sicure, rispettose ed efficaci che migliorano gli esiti dei pazienti. È particolarmente utile da ricordare se non si ha fiducia nel condurre queste conversazioni!
Conclusione
La gestione del peso nella fisioterapia rappresenta un’opportunità per aiutare i pazienti a recuperare meglio, muoversi meglio e vivere una vita più sana. In qualità di clinici, il nostro ruolo è affrontare queste conversazioni senza giudizio, con empatia, evidenza e chiarezza.
Utilizzando strutture come il continuum e i Cinque A e radicando ogni discussione nella rilevanza per gli obiettivi del paziente, possiamo trasformare un argomento che potrebbe sembrare difficile in uno costruttivo e potenziante. Quando fatto bene, questi momenti di dialogo onesto e compassionevole possono diventare un vero facilitatore di fiducia tra paziente e clinico e di cambiamento significativo, ed è esattamente il tipo di impatto per cui i fisioterapisti sono formati.
Se desideri una guida completa alla nutrizione per fisioterapisti, dal recupero post-chirurgico all’integrazione per la riabilitazione da lesioni muscoloscheletriche, guarda la Masterclass completa di Ben QUI.
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References
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