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Sindrome della Bandelletta Ileotibiale – Una Revisione delle Evidenze

Lettura di 4 min. Postato in Ginocchio
Scritto da Physio Network info

Un recente studio mirava ad esplorare le evidenze presenti riguardo la sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS), in termini di patologia e gestione della stessa.

TITOLO DELLO STUDIO: Iliotibial band pathology: synthesizing the available evidence for clinical progress – Geisler P (2020)

Elementi chiave dello studio:

  • Si ritiene che la ITBS sia una patologia da compressione di strutture maggiormente irritabili o sensibilizzate, non da frizione.
  • La bandelletta ileotibiale (ITB) non può essere allungata e quindi il trattamento non dovrebbe concentrarsi sullo stretching.
  • Si ritiene che la forza ed il controllo a livello dell’anca siano fattori fondamentali nella gestione di questa problematica.

 

Background ed Obiettivi

Si ritiene che la ITBS sia la causa più comune di dolore laterale al ginocchio, eppure è una patologia poco conosciuta e drasticamente poco studiata! Questa revisione narrativa ha cercato di esaminare la letteratura per fornire una panoramica sulle attuali correnti di pensiero attorno alla patofisiologia e gestione.

 

Patofisiologia

Per qualche tempo, l’ITBS è stata considerata una “sindrome da frizione” con l’ITB che provocava attrito sulle strutture sottostanti, causando dolore. Ricerche più recenti, tuttavia, suggeriscono che è più probabile che la patologia della ITB implichi la compressione delle strutture sottostanti sensibilizzate piuttosto che una frizione. Questa distinzione è importante in quanto ha influenzato il trattamento mirato allo stiramento dell’ITB (per ridurre la frizione) e le iniezioni di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione (ad esempio nella borsa).

 

Non puoi allungare l’ITB

L’ITB è una struttura forte e complessa con inserzioni multiple lungo il femore e distalmente intorno al ginocchio. Essa fornisce stabilità alle articolazioni dell’anca e del ginocchio ed è pensata per immagazzinare e rilasciare energia come una molla. Il pensiero attuale è che a) non puoi allungarla; e b) non lo dovresti comunque fare!

 

Opzioni Riabilitative

Si ritiene che la perdita di forza e controllo attorno all’articolazione dell’anca siano fondamentali nello sviluppo della ITBS, in particolare la debolezza nell’abduzione dell’anca, nella rotazione esterna e l’aumento dell’adduzione dell’anca durante il carico (ad es. Corsa).

Si ritiene inoltre che gli errori nell’allenamento siano un fattore in oltre il 60% dei casi.

Il trattamento dovrebbe mirare prima a calmare i sintomi e poi ad affrontare i fattori causali. L’autore suggerisce un programma progressivo a 3 livelli:

  • Livello 1 – Esercizi a basso carico, per lo più a catena cinetica aperta (come abduzioni laterali, rotazioni esterne laterali e rafforzamento dell’estensione dell’anca, ad esempio ponte glutei)
  • Livello 2 – Carico moderato, esercizi a catena cinetica chiusa (come mini-squat, affondi e step up)
  • Livello 3 – Esercizi con carichi più elevati, inclusi impatto e preparazione sportiva (come goblet squat, single leg squat e pliometria)

 

Limiti

Le revisioni narrative possono fornire un’utile panoramica del pensiero attuale, tuttavia dobbiamo riconoscere la mancanza di studi clinici di alta qualità che dimostrino l’efficacia degli approcci raccomandati.

 

Implicazioni cliniche

Questo articolo aiuta a migliorare la nostra comprensione su questa patologia e sulle opzioni di trattamento, e può mettere in discussione approcci comuni come lo stretching ed il massaggio. I principi riabilitativi nella progressione e sull’approccio delle potenziali cause devono essere adattati in base alle esigenze individuali.

In pazienti con eccessiva adduzione dell’anca durante la corsa o un’ampiezza del passo molto ridotta, potremmo concentrarci maggiormente sulla rieducazione dell’andatura con adeguati consigli per affrontare questo problema. Il nostro trattamento dovrebbe includere anche un graduale ritorno alle attività preferite dal paziente in base ai sintomi presenti. Inizialmente potremmo aver bisogno di ridurre o modificare i tipi di allenamento più provocatori come la corsa in discesa o la durata della corsa, prima di reintrodurli gradualmente quando i sintomi lo consentono.

Gran parte della letteratura si concentra su questioni biomeccaniche che portano al sovraccarico dell’ITB, tuttavia devono essere considerati anche i fattori psicosociali, in particolare le convinzioni sulla problematica presente e sul dolore, nonché le possibili convinzioni errate sull’allenamento.

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